Europa: «Costruire una patria unica per i nuovi cittadini europei».

La lettera di Giuseppe Candido, segretario dell’associazione Radicale Nonviolenta Abolire la miseria – 19 maggio, pubblicata il 19 maggio 2019 in prima pagina su L’Altra Voce dell’Italia

Sottotitolo:

La risposta di un professore alle aspettative della generazione Erasmus

Gentile direttore,

Voglio congratularmi con il suo giornale che, nell’edizione di venerdì 10 maggio scorso, alle pagine II e III de L’altra Voce dell’Italia, dava ampio risalto alla lettera della dottoressa Maria Giovanna Rullo che scriveva dell’Europa come “una speranza per le giovani generazioni”.

In efftti è proprio così: la giovane calabrese laureata in relazioni internazionali centra il punto della questione quando dice che i ragazzi della sua generazione, che chiama “generazione Erasmus”, “sognano gli Stati Uniti d’Europa”. E che “Da Ventotene ad oggi, l’Europa è sempre stata una speranza per tutti. La speranza di pace per Altiero Spinelli, la speranza di un mondo migliore per noi giovani Erasmus”.

Un peccato che, a così pochi giorni delle prossime elezioni per il rinnovo del Parlamento europeo, in una campagna elettorale in cui tutti si dicono pronti a “cambiare l’Europa”, di questi temi e dell’Europa che vorremmo costruire non se ne parli tanto. Piuttosto si parla di abolire questo o quel patto, abolire questo o quell’accordo.

IL PROGETTO

Concepire, “creare”, gli Stati Uniti d’Europa, impegnarsi per un’Europa davvero federale con un’unica politica estera comune, una difesa unica federale al posto degli attuali 27 eserciti nazionali, non solo deve rappresentare la “speranza” delle giovani generazioni, ma dovrebbe rappresentare la realtà da costruire subito iniziando quantomeno a immaginarla. A progettarla.

Al posto di un’Europa fatta di 27 singole patrie, 27 nazioni, c’è bisogno di costruire la Patria europea dei cittadini europei.

Gli Stati Uniti d’Europa rappresentano questo: l’unica alternativa sia all’Unione Europea che conosciamo, l’Unione fatta di direttive, patti e accordi intergovernativi che tutti si dicono pronti a cambiare, sia a un’ “Unione Europa” intesa come conglomerato di interessi nazionali e protezionismi economici.

SPINELLI E ROSSI

Per non lasciare che resti un sogno e costruire subito gli Stati Uniti d’Europa c’è bisogno però di ritornare quell’idea di Europa libera e unita, federale, immaginata in quel Manifesto scritto da Altiero Spinelli, Ernesto Rossi al confino a Ventotene nel 1943 e diffuso – con la prefazione di Eugenio Colorni – nel 1944.

I principii basilari per una libera Federazione erano pochi e semplici punti: un esercito unico federale, l’unità monetaria, l’abolizione delle barriere doganali e delle limitazioni all’emigrazione tra gli stati appartenenti alla Federazione, la rappresentanza diretta dei cittadini ai consessi federali, una politica estera unica.

Alcuni di questi principi li abbiamo realizzati: penso all’euro e all’abolizione delle dogane. Altri sono però rimasti incompiuti. Un’Europa federale non si è mai realizzata per colpa dei governi dei singoli Stati che non hanno voluto cedere pezzi di “sovranità” nazionale in termini di difesa e politica estera comune.

Soprattutto oggi, però, bisogna riconoscere che una Federazione Europea veramente compiuta sarebbe l’unica garanzia che i rapporti con i popoli asiatici e americani si possano svolgere su una base di pacifica (anche economicamente pacifica, se si pensa alla “guerra dei dazi”) cooperazione, “in attesa di un più lontano avvenire, in cui” – come scrivevano in quel Manifesto quasi ottanta anni fa – “diventi possibile l’unità politica dell’intero globo soprattutto per quelle tematiche come l’ambiente, i cambiamenti climatici, l’espansione demografica e il consumo di risorse del pianeta”.

FRATTURA POLITICA

E anche oggi non c’è dubbio che “la linea di divisione fra partiti progressisti o liberali e i partiti reazionari” è una nuova linea di frattura politica che separa quei “partiti che concepiscono come fine essenziale della lotta quello antico, cioè la conquista del potere politico nazionale”, … “e quelli che invece vedranno come compito centrale la creazione di uno solido stato internazionale, federale europeo”.

Pubblicato da Giuseppe Candido

Geologo, giornalista pubblicista, insegnate di scienze e matematiche di ruolo, ha pubblicato numerosi libri. Per informazioni complete su Giuseppe Candido puoi visitare il sito www.giuseppecandido.it